L’arte del tappeto nel periodo safavide (1499-1722)

Durante il regno della dinastia safavide, tutte le arti, dall’architettura alla maiolica, dalla pittura alla calligrafia, dalla doratura alla decorazione e alla stessa arte della tessitura del tappeto, raggiunsero la massima espressione formale, il loro supremo splendore. 

Gli artisti iraniani, in questo periodo storico relativamente tranquillo, crearono oggetti d’arte raffinati e di gran pregio, come mai precedentemente era avvenuto. 

I motivi ornamentali dei tappeti, grazie all’attività di molti nuovi artisti, divennero in quest’epoca così ricchi che, pur essendo trascorse alcune centinaia di anni, sono ancora molto apprezzati, e i maestri d’arte, nonostante tutti gli sforzi tentati per creare nuove figurazioni, non sono riusciti nel loro intento, salvo rare eccezioni. E si può aggiungere, a conferma di ciò, che tutte le immagini e tutti i motivi oggi predominanti siano stati progettati e realizzati da artisti del periodo safavide. 

Sfruttando proprio tali canoni decorativi, i tessitori di quel periodo ci hanno tramandato circa 1500 tappeti di varie misure, alcuni dei quali entrano meritatamente a far parte del gruppo dei capolavori indiscussi della tessitura mondiale. 

I regnanti safavidi nutrivano una particolare predilezione per le creazioni artistiche che esaltassero la loro potenza. Shàh-Ismàil, Shàh-Tahmàsp, Shàh-’Abbàs il Grande favorirono la nascita di numerosi centri di tessitura di tappeti in molte città tra cui Esfahàn, Kàshàn, Tabriz, Qazvin e Kermàn, Josheghàn. 

Shàh-Tahmàsp stesso era un dotto artista, che conosceva tutti i particolari delle tecniche di lavorazione dei tappeti, e si diceva anche che avesse creato alcuni motivi divenuti in seguito basilari nelle decorazioni dei tessuti annodati. 

Sempre in epoca safavide nacquero, inoltre, il commercio e la diffusione dei tappeti persiani nei paesi europei. 

L’instaurarsi di rapporti politico-economici fra la Persia e i paesi europei, la tendenza dei re safavidi a offrire in dono tappeti a sovrani e nobili europei, il cui esuberante desiderio di opulenza si esprimeva nel voler coprire i palazzi reali di tappeti pregiati, la tranquillità e il benessere crescente di quel periodo che ne favorivano il diffondersi, furono le cause principali del progressivo affermarsi dell’arte del tappeto all’epoca dei Safavidi. 

Inoltre, questo nobile artigianato abbandonò lo status di una tradizione semplice, rurale e nomade, per raggiungere la dignità di un’arte elegante e varia esercitata nei laboratori di città e di corte. 

Nei diari di viaggio di Tavernier, di Chardin e dei viaggiatori che allora visitarono la Persia, troviamo numerose annotazioni riguardanti la reale importanza dell’arte del tappeto persiano e le condizioni dei laboratori di palazzo. 

Sulla base di motivi ornamentali e conformemente alle origini storiche, i tappeti safavidi si suddividono in diversi gruppi e vengono denominati come segue: tappeti con medaglione, con motivo a vaso, con scene di caccia, con alberi e cespuglio, con disegno herati, a giardino, polacchi.