L’artigianato del tappeto negli ultimi sessantacinque anni 

Negli ultimi sessantacinque anni l’industria e il commercio dei tappeti in Iran hanno registrato una crescita notevole e un perfezionamento progressivo. Tuttavia la crescita non è stata continua e costante. La produzione e il commercio dei tappeti in questi anni hanno subito diverse oscillazioni e hanno dovuto superare numerose crisi. 

Va ricercata nei giorni della seconda guerra mondiale la causa della crisi del commercio dei tappeti in Iran, crisi che non ebbe comunque grande influenza negativa sulle esportazioni dei tappeti persiani verso gli Stati Uniti d’America. Dopo la conclusione della guerra, quando la popolazione iniziò a superare le difficoltà generate dal conflitto bellico (e per merito della rinnovata abbondanza delle materie prime necessarie alla fabbricazione di questi beni), la curva della produzione e del commercio dei tappeti riprese a crescere. 

Il grafico della produzione e delle esportazioni dei tappeti è stato soggetto a grandi variazioni, in parte dovute alle oscillazioni generali dei prezzi nel mondo, in parte alle diverse situazioni politiche ed economiche, e in parte, infine, agli anni della carestia. 

Con ciò vogliamo intendere che negli anni in cui la carestia imperversava in Iran e il guadagno dei contadini dipendeva esclusivamente dal reddito derivante dalla vendita dei prodotti artigianali, era naturale che l’artigianato del tappeto si sviluppasse considerevolmente. 

Negli ultimi anni, il ritorno di un certo numero di operai dai servizi e dalle industrie pesanti alle arti tradizionali e fra tutte la tessitura del tappeto avrebbe dovuto segnare, in teoria, un’ulteriore ripresa di questa attività; è accaduto invece che la scarsità di materie prime generata dal conflitto con l’Iraq e l’incremento dei salari degli operai, insieme alle difficoltà generali del paese, sono divenute le cause principali del costo elevato del tappeto, argomento di cui tratteremo più diffusamente nel capitolo dedicato ai problemi e alla crisi delle esportazioni. 

Uno dei fattori che favorirono lo sviluppo e il progresso dell’industria del tappeto in Iran fu la nascita, circa mezzo secolo fa, di una Società Azionaria del Tappeto (Sherkate Sahàmie Farshe Iran). Scopi di questa società governativa erano la conservazione dell’eredità artistica persiana nel campo della lavorazione del tappeto, la creazione di disegni nuovi e originali, la formazione professionale di abili tessitori, il rinnovamento dei telai e dei metodi di tessitura, l’apertura di nuovi laboratori, l’approvvigionamento di fibre pregiate e colorate per i tessitori e la sorveglianza sull’operato dei commercianti esportatori. 

Sebbene questa società controllasse solo l’uno per cento dell’intera produzione, e dunque avesse possibilità molto limitate, il suo operato ebbe un’effettiva incidenza sulla politica produttiva e commerciale del tappeto nel paese. 

Nel 1986 questa società annoverava sue filiali in trentotto province e il suo campo d’azione si era esteso in seicento villaggi; controllava 9.500 telai e retribuiva regolarmente 16.500 operai, che traevano un ulteriore guadagno anche dalla vendita dei tappeti.