Dieci regole fondamentali

Il tappeto lavorato a mano è un bene di valore che se ben conservato e se trattato con le dovute attenzioni, rimane per molti anni sempre integro, luminoso e bello.

L’utilizzazione appropriata del tappeto è uno dei principali accorgimenti da usare per la sua conservazione: è ovvio, ad esempio, che se si stende un tappeto delicato, costoso e dallo sfondo chiaro in un luogo di continuo andirivieni. accanto al caminetto o in cucina, in breve tempo sarà logoro, bucato e sporco.

Proponiamo un decalogo di raccomandazioni utili per una buona conservazione dei tappeti.

  1. Il tappeto deve essere tenuto il più possibile lontano dalla luce violenta e ininterrotta del sole, va protetto con tende spesse o con persiane che ostacolino l’azione dei raggi solari diretti.

  2. È bene astenersi dal collocare sul tappeto vasi con piante o fiori con il foro per il drenaggio, o altri oggetti umidi: nel caso che il tappeto si bagni, bisogna immedia­tamente rimuovere le tracce di qualsiasi umidità e di sporcizia da ambedue i lati.

  3. Ogni tanto il tappeto deve essere girato e le sue parti più calpestate vanno poste in altre zone della stanza, in modo che il livello del pelo si uniformi naturalmente con l'esposizione allo sfregamento.

  4. I tappeti non devono essere stesi sotto alle porte. Se lo spazio non è sufficiente, la rotazione della porta ne causerà lo stropicciamento e il logoramento.

  5. Se i tappeti sono stesi su superfici sdrucciolevoli come linoleum, parquet e pavimenti in marmo e specialmente nel caso di tappeti a una sola trama o di seta, essi scivoleranno con facilità sotto ai piedi e si sposteranno da una parte all'altra della stanza. Onde evitare questo inconveniente sarà bene sistemare sotto al tappeto delle fodere, o le particolari reti di poliestere attualmente in commercio, di dimensioni ridotte rispetto alle misure del tappeto.

  6. Le corsie poste sulle scale devono essere fissate ai gradini per mezzo di speciali sbarrette di metallo, per evitare che al nostro passaggio si possano muovere. Sarà bene spostarle periodicamente più su o più giù di qualche centimetro in modo che le parti situate sullo spigolo dei gradini, e quindi sottoposte a una maggiore usura, non siano sempre le stesse e che lo spessore della corsia a poco a poco si uniformi.
    Ricordiamo anche che l’attrito continuo e uniforme operato su una zona del tappeto, per esempio dalle gam­be di una sedia, fa sì che quella parte del tappeto si con­sumi velocemente o che si laceri. In questi casi è op­portuno sistemare nelle zone più esposte al logoramen­to, un pezzo di linoleum o qualcosa facente le stesse funzioni.

  7. Se il tappeto si trova su pavimenti di pietra o di mosaico, gli interstizi tra le tessere o tra le mattonelle non devono essere sporgenti né acuminati, altrimenti il tappe­to si può lacerare e bucare per effetto della corrosione continua da essi esercitata.

  8. Neanche le gambe pesanti dei mobili, delle sedie, dei tavoli, dei letti o altro devono esercitare una pressione costante sul tappeto, e il vello non deve rimanere com­presso per lungo tempo. Anche in questi casi sotto alle gambe dei corpi più pesanti si può mettere un pezzetto di cartone, di linoleum, di legno o di vetro.

  9. Non lasciate mai a lungo la stessa parte del tappeto sotto il letto, o sotto mobili e divani nascosti allo sguardo: il buio, la mancanza d'aria e l'impossibilità di pulirla facilmente. sono le condizioni più propizie per la forma­zione di tarmature e di lacerazioni.

  10. Ultima regola, ma non la meno importante, è quella di conservare sempre pulito e lindo il vostro tappeto se volete che si mantenga resistente e bello nel tempo; non lo sbattete mai nel tentativo di liberarlo da polvere e terra: abbiamo visto che così facendo i nodi, specie in prossimità delle frange e dei bordi, si possono sciogliere, o anche staccare dall'intreccio di trame e orditi, se l'abitudine dovesse perdurare nel tempo.