L’invecchiamento

Le lane del tappeto, man mano che il tempo passa, perdono nei punti dove maggiore è il contatto con agenti esterni, o dove è più frequente il passaggio, le loro squame e diventano lucide, come invecchiate, brillanti.

Per ottenere un precoce invecchiamento dei tappeti e per far sì che essi perdano il colore acerbo, è consuetudine, sin dai tempi antichi, esporli lungo la strada o nel bazar, al via vai dei passanti; oppure stenderli al sole e lavarli con acqua, radice saponaria e cenere, che hanno componenti alcalini.

Lo stesso risultato si può ottenere con l’ipoclorito di calcio, più noto come soda o polvere sbiancante; la lana, infatti, a contatto con i sali di cloro, perde le squame e diventa lucida. Questo procedimento viene detto colorazione della lana.

Il sistema del lavaggio chimico è più comune nell’ambito dei tappeti da esportazione: infatti i mercanti di tappeti, per aumentare e rendere più credibili la genuinità e l’antichità dei loro pezzi, prima di esportarli li sottopongono al trattamento del lavaggio; tuttavia, le nuove tecniche di laboratorio oggi a disposizione, ci permettono di riconoscere perfettamente i diversi colori utilizzati, nonché l’antichità delle fibre. Anzi, proprio queste tecniche hanno potuto far piena luce sulla storia della lavorazione di alcuni tappeti, prodotti in tempi recenti a imitazione dei lavori del XVI e XVII secolo, e attribuiti per errore a quel periodo.