Manutenzione e lavaggio del tappeto

La condizione principale per una buona conservazione e per la custodia del tappeto è la pulizia: la sporcizia e la polvere, infatti, non solo ne diminuiscono lo splendore e la bellezza, ma apportano al tappeto danni ingenti.

È evidente che i tappeti con sfondo chiaro e il vello piuttosto lungo, o maggiormente esposti al passaggio di persone o alla sporcizia, hanno bisogno di essere puliti più spesso.

Lo strumento migliore per pulire il tappeto è rimuovere la polvere è la scopa di saggina, il cui uso, difficile, pesante e molto lungo, andrebbe spiegato dettagliatamen­te.

Per pulire quotidianamente i tappeti fatti a mano da polvere e terra, non è consigliabile usare l’aspirapolvere ad alte velocità poiché l’uso di questo elettrodomestico fa sciogliere o allentare i nodi del corpo del tappeto. L’im­piego di aspirapolvere a media velocità non presenta, invece, particolari controindicazioni, a patto però che essi non siano dotati di spazzole circolari, i cui movimenti, specie quando la spazzola lavora a ritmo elevato, causano la rottura delle fibre di lana e l’allentamento dei nodi.

Si consiglia di pulire, a intervalli di qualche settimana, il rovescio del tappeto con l’aspirapolvere. Questa operazio­ne permette di rimuovere la polvere, la terra, i frammenti di fibre e la sabbia penetrati sul retro del tappeto.

Un’ultima importante raccomandazione. In Europa si usa spesso battere i tappeti all’aperto, come fossero lenzuola, più di una volta alla settimana. In realtà, questa è un’abitudine del tutto sbagliata, perché battendo i tappeti se ne sciolgono progressivamente i nodi, soprat­tutto nella bordatura. La stessa operazione all’aperto, sui balconi, è già di per sé dannosa ai tappeti: il sole, infatti, agisce negativamente sui colori, mentre effetti ugualmen­te negativi vengono prodotti dalla pioggia.

 

Come togliere l’umidità

La permanenza dell’umidità sulla superficie del tappeto c la causa dei danni più gravi.

Ogni volta che il tappeto si bagna per un motivo qualsiasi, bisogna rimuovere senza indugio l’umidità con l’aiuto di una spugna, di un canovaccio o di una stoffa di cotone non colorata, o esponendo il tappeto al calore moderato del sole, oppure asciugando la zona umida con un fohn regolato al minimo, sia sul diritto, sia sul rove­scio, e muovendo il vello con le dita per farlo tornare nella posizione iniziale.

Come smacchiare il tappeto

Se il tappeto si macchia con sostanze coloranti come sciroppi, bevande alcoliche, caffè o tè, urina o escrementi di animali, cera, grassi o altro, queste vanno immediata­mente rimosse dalla superficie del tappeto, mentre le macchie si toglieranno successivamente con l’aiuto di sapone, detergenti o solventi speciali.

Sarà bene, prima di procedere alla smacchiatura, pro­vare la resistenza dei colori del tappeto con opportuni esperimenti.

Da tenere presente che ogni macchia va via solo con determinati smacchiatori e solventi, dei quali ora menzio­niamo i più importanti.

Le tracce di succo di frutta, latte, caffè, tè, alcolici e cioccolata si dissolvono con acqua tiepida e sapone, oppure con detersivi neutri. Per togliere macchie di uovo e di sangue sono più adatte le miscele di sapone e sale, oppure i detersivi neutri e l’acqua tiepida. Le tracce di urina si tolgono con acqua calda e aceto, mentre useremo detersivi neutri e aceto bianco per sciogliere le macchie di olio, grasso e cera.

Nel caso, ad esempio, che sia stato versato dell’olio sul tappeto, prima si deve togliere l’olio in eccedenza con un cucchiaio, poi si appoggia sulla parte macchiata una pezzuola bianca che riscalderemo per un po’ con il ferro caldo. Con questo sistema l’olio rimasto sul corpo del tappeto sarà assorbito dalla pezzuola.

Il lavaggio del tappeto

 

Quando le fibre del vello del tappeto sono attaccate l’una con l’altra, oppure se il tappeto ha perso l’originale morbidezza ed è diventato ruvido o mostra una condizio­ne generale di sporcizia, lo si deve lavare.

È buona norma lavare il tappeto ogni due o tre anni, a seconda del luogo dove viene tenuto e secondo quanto è stato calpestato.

Se scuotendo un angolo del tappeto, fuoriescono pic­cole quantità di polvere e alcuni pezzettini di lana, si può supporre giunto il momento di lavarlo.

Si può anche lavare il tappeto in casa. Raccomandiamo soltanto la massima prudenza e rispettando scrupolosa­mente tutte le regole e gli accorgimenti che l’operazione richiede. Non vanno assolutamente mai lavati in casa i tappeti di seta, i tappeti antichi o quei pezzi i cui colori non siano resistenti. Questi devono necessariamente es­sere affidati alle cure di istituti specializzati nel settore.

Prima di effettuare ogni lavaggio si deve provare la resistenza del colore con il sistema già menzionato in precedenza: strofinando, cioè, una pezzuola bianca umi­da sulle parti più colorate del tappeto, e verificando che su di essa non rimangano tracce di colore; in caso contrario durante il lavaggio i colori si mescolerebbero l’un l’altro e sarebbe del tutto sconsigliabile tentare di lavarli in casa.

Attrezzature, strumenti e tecniche di lavaggio

 

Le lavanderie per tappeti sono dotate di strumenti e attrezzature meccaniche particolari per scuotere, lavare e asciugare il tappeto, che qui per ovvie ragioni non vengo­no elencati. Nel lavaggio casalingo, oltre all’esperienza, rivestono la massima importanza la prudenza e la delicatezza di modi. L’attrezzatura e le sostanze impiegate nel lavaggio casa­lingo sono molto semplici ed essenziali: il battipanni, generalmente di canna, un secchio, un catino, una spaz­zola di pelo di cavallo alto preferibilmente 3 centimetri, e infine del sapone o uno shampoo speciale. Se desiderate lavare in casa il tappeto procedete dunque in questo modo: mescolate una tazza di shampoo con dieci parti di acqua tiepida, e unite al composto così ottenuto due cucchiai di aceto naturale bianco. La presenza dell’aceto previene il dissolvimento dei colori. Preparati gli strumenti di lavoro e la miscela di sham­poo, stendete il tappeto su una superficie liscia, come il pavimento del terrazzo, o in cortile. Intingete la spazzola nella soluzione di shampoo, strofinatela sul vello del tappeto partendo da un angolo e lavate in questo modo tutto il tappeto.

Non immergete mai tutto il tappeto nella soluzione detergente perché le trame e gli orditi non sono esposti alla sporcizia nella stessa misura del vello, perciò neces­sitano di un lavaggio meno energico.

Completato il lavaggio, raccogliete con la spazzola la soluzione di shampoo eccedente sulla superficie del tap­peto, e sciacquate poi con acqua tiepida riportando il vello nella sua posizione naturale. Infine, stendete il tappeto con molta cautela al sole, su una superficie asciutta, liscia e solida. E preferibile stendere il tappeto su speciali spalliere in posizione pendente, e che il rovescio del tappeto sia esposto all’aria: si asciugherà più in fretta e uniformemente.

Non esponete mai il tappeto bagnato ai raggi diretti e troppo caldi del sole se non volete veder cambiare i suoi colori.

Non appendete mai il tappeto per farlo asciugare e non stendetelo su un prato.

Ricordatevi di non stendere il tappeto né per farlo asciugare, né in altre occasioni di fronte al caminetto o a fianco della stufa, vicino ai radiatori o su superfici sotto alle quali scorrano tubi di acqua calda, poiché il calore intenso e continuo fa sì che l’olio naturalmente contenuto nelle fibre della lana si secchi e che, conseguentemente, il tappeto perda la sua lucentezza e le sue fibre si spezzino; senza contare che le scintille proveniente dal camino potrebbero bruciarlo.

Quando ambedue i Uh del tapperò sotto asciutti e la superficie ha riacquistato la sua naturale consistenza morbida e docile al tatto riportatelo nel suo luogo abituale. Se è ancora un po' umido non pregatelo e non stendetelo nel suo posto fisso perché dopo un po' dì tempo le sue fibre marcirebbero con conseguente rapida disgregatone dì tutto il tappeto.

Abbiamo detto che prima di lavare il tappeto esso va pulito con cura da tutta la polvere. la terra, le fibre spezzate e la peluria accumulata.

Per assolvere a questo compito le lavanderie specializ­zate usano battipanni meccanici mentre a casa si potran­no usare i più comuni battipanni di canna di bambù. Nel caso che laviate un tappeto precedentemente non battuto, la polvere e la terra penetrati al suo interno si trasforme­ranno. a contatto coti l'acqua. in fango e poltiglia, ren­dendo difficoltoso il lavaggio.

Non usate mai lavatrici il cui meccanismo sia stato regolato esclusivamente per il lavaggio dì stoffe o tessuti fatti a macchina, per lavare tappetini o piccoli poggia­piedi fatti a mano: infatti il calore dell'acqua della lavatri­ce, le oscillazioni della macchina e la composizione chimi­ca dei detersivi usati nelle lavatrici non sono adatti alle fibre e alla struttura dei nodi del tappeto.

Altrettanto sconsigliabile è affidare ì tappeti annodati a mano alle lavanderie a secco.

Tarme e blatte del tappeto

 

La tarma

La tarma è una delle peggiori calamità, causa per il tappeto di danni talvolta mollo gravi. Un gran numero dei preziosi tappeti tessuti in passato sono stati colpiti e distrutti da questo flagello e oggi di essi rimangono solo il nome e il ricordo. Nonostante tutti i pericoli che questo insetto invisibile comporla per il tappeto, lottare contro di esso è possibile e relativamente facile; ma prima di elencare i sistemi più efficaci per combatterlo vogliamo accennare alla sua biologia. La tarma è una farfallina dal nome scientifico dì Tinea Pellionella è di colore giallo e la sua lunghezza varia tra idei 12 millimetri. Le femmine, durante le due o tre settimane di vita, depongono circa cento uova fra le lacerazioni del tappeto o di altri tessuti di lana. A loro volta le uova si trasformano in larve: queste, scavano lunghe gallerie all’interno delle fibre del tappeto e sono le principali artefici del danno.

Il nostro più importante consiglio per prevenire la corrosione operata dalle tarme sui tappeti, è quello di lasciare aperte quotidianamente per un po’ di tempo porte e finestre di stanze e saloni, per dare un po’ d’aria ai nostri delicati tessuti annodati. In Iran, come pure in altre parti del mondo, è consuetudine, in previsione dì viaggi lunghi, o d'estate, arrotolare e piegare i tappeti dopo aver messo al loro interno alcune palline di naftalina o di canfora: i vapori sprigionati da queste sostanze creano un ambiente inadatto a questi insetti.

Un altro sistema piuttosto comune per combattere la tarma, consiste nello spruzzare degli anti-tarme. che si trovano in commercio, in varie parti del tappeto, sopra e sotto.

La blatta nera

La blatta nera del tappeto è un insetto nero che misura da tre a sei millimetri. L’insetto in sé, poiché non si nutre delle fibre di lana, non costituisce un pericolo, ma, come la tarma, apporta il danno più ingente durante lo stadio larva, in cui si ciba preferibilmente di sostanze ai come pelle, piume e lana. Lo sviluppo di queste larve è molto lento e i loro non destano preoccupazioni immediate.