Chàhàr Mahàl e Bakhtiàri

La regione di Chàhàr Mahàl e Bakhtiàri comprende due zone diverse, collegate l’una all’altra. Il distretto di Bakhtiàri si estende infatti tra i monti Zagros e il Khuzi- stàn, mentre la zona di Chàhàr Mahàl è sita nella parte orientale della regione, tra i monti Zagros e la città di Esfahàn.

L’area di Chàhàr Mahàl e Bakhtiàri è il centro principale e la zona delle migrazioni estive della grande tribù dei Bakhtiàri.

La traiettoria della migrazione di questa tribù si estende dai dintorni di Shahr-e-Kord fino quasi a Masjed-e- Soleymàn e a Ize (nel Khuzistàn).

L’arte della tessitura dei tappeti in questa regione non conta più di centottant’anni, ed è necessario sapere che non tutto quello che porta il nome di Bakhtiàri è opera della omonima tribù nomade, in quanto spesso è frutto del lavoro dei tessitori di città e villaggi delle tribù qui insediate e anche degli Armeni che risiedono prevalentemente nella zona di Chàhàr Mahàl. La qualità e la tecnica della tessitura Bakhtiàri variano secondo le zone. E comune ovunque l’uso del nodo «ghiordes», mentre la trama può essere costituita da uno o due fili.

I tappeti bakhtiàri sono resistenti e tessuti in maniera relativamente compatta. Non è raro trovare esemplari che, grazie ai colori naturali e luminosi in essi impiegati e ai disegni interessanti e gradevoli, risultino molto piacevoli e decorativi. E questo vale sia per i tappeti che in passato venivano annodati per i capi bakhtiàri (z Khan), sia per quelli che oggi sono prodotti sotto la soprintendenza della Società Azionaria del Tappeto Persiano (Sherkate Sahàmie Farshe Iran).

Gli artigiani locali preferiscono usare colori naturali, durante la tintura dei loro filati.

Sono particolarmente apprezzati i toni del rosso, dell’azzurro, del verde, del giallo oro, del turchese, del blu e del marrone.

Questa regione produce in prevalenza tappeti le cui dimensioni variano tra 2,80-6 e 12 metri quadrati, mentre vi è meno comune la lavorazione di tappeti zar-o-nim.

I manufatti dei Bakhtiàri presentano quasi sempre una decorazione stilizzata. Assai comune è anche la manifattura di tappeti caratterizzati da un disegno suddiviso in quadri o simile al mosaico. Questo esempio di decorazione presenta il campo del tappeto regolarmente suddiviso in quadrati o esagoni; all’interno di ogni casella del reticolato che ne deriva spiccano motivi come salici piangenti (bid-e-majnun), cipressi, vasi ricolmi di fiori, uccelli ritratti nella boscaglia e forme isolate di botté, il tutto organizzato in modo tale che la figura e il colore di ogni casella differiscano dal disegno e dal colore della casella vicina.

Attualmente questo modulo decorativo è oggetto di imitazione da parte dei tessitori di Qom e di Tabriz, che lo realizzano con un’annodatura più raffinata.

I centri principali per l’attività tessile del Chàhàr Mahàl e Bakhtiàri sono rappresentati da Shahr-e-Kord (capoluogo della regione, situata 107 chilometri a sud-ovest di Esfahàn) e dai villaggi circostanti, quali Chàlshotor, Sà- màn, Shalamzàr, Qahferokh; e dalla provincia di Borujen con i paesini annessi (Boldàji, Gandomàn), nei quali, oltre ai tappeti a mosaico, esiste una produzione che ricalca i modelli della città di Esfahàn.

A oriente di questa regione risiede una tribù di Lor di nome Yàlme, artefice di tappeti di tutto rispetto. La trama è buona; l’ordito e il vello sono prevalentemente di lana e le misure variano: troviamo tappeti poshti e tappeti di otto metri, ma predominano i manufatti zar-o-min e le corsie.

I tappeti yàlme sono lavorati in stile geometrico (ma completamente diverso da quello dei disegni bakhtiàri), che riecheggia piuttosto la tradizione decorativa della tribù Qashqà’i.

Essi sono venduti soprattutto nei mercati di Shahrezà e di Esfahàn, ma a volte se ne trovano alcuni esemplari anche a Shiràz.