Il tappeto con disegno a giardino

In questo disegno, così come avviene nella rappresentazione classica di un giardino persiano, il campo è suddiviso in quattro parti uguali da alcuni ruscelli d’acqua chàhàr-bagh (quattro giardini). I ruscelli, passando attraverso una serie di piccole piscine regolarmente distanziate, confluiscono in una vasca al centro del giardino, corrispondente al centro del medaglione del tappeto.

In queste piscinette, nella vasca centrale e nei ruscelli vagano liberi papere e pesci dai colori naturali, che spiccano sull’azzurro pallido o sul beige del campo del tappeto. Nell’area dei quattro piccoli giardini si intrecciano, in un piacevole gioco, tralci fioriti e alberi, sui rami dei quali alcuni uccelli riescono a rendere l’idea della vitalità della natura.

A volte i tappeti a quattro giardini sono decorati col motivo del mehrab. Il mehrab è una nicchia riservata alla preghiera dell’imam; è presente in ogni moschea, ed è sempre orientata verso la Mecca.

In altri tappeti invece, il campo è diviso in sei parti, avendo due vasche centrali anziché una.

Questi tappeti, tessuti intorno al XVII e XVIII secolo, provengono da Kermàn; ma esistono esemplari di tappeti a giardino decorati con disegni geometrici, originari del Kurdistan. Vale qui la pena di ricordare che le immagini di giardini, fiori, alberi, vasche, corsi d’acqua e uccelli sono il riflesso della passione e del legame che il popolo persiano - poeta per indole e amante del bello - nutre per le manifestazioni gioiose della natura che spesso non è ammesso a godere, abitando per lo più in zone semidesertiche.