Classificazione del tappeto in base al disegno

Prima di iniziare a parlare dei vari tipi di disegni, richiamiamo l’attenzione del lettore sui tre stili principali nell’ambito dei quali questi vengono classificati.

I motivi e le figure che compongono le diverse parti di un disegno derivano dalla composizione, dal contatto, dalla rotazione e dall’equilibrio delle linee. Quindi, se tutte queste linee creano gli angoli, i disegni che ne risultano sono da classificare nello stile geometrico; se invece tali linee ne sono prive, appartengono allo stile curvilineo; nell’ipotesi, infine, che alcune linee del disegno formano un angolo e delineino nel contempo una parte del loro percorso senza spigolature e con andamento tondeggiante, appartengono al genere dello «stilizzato».

In genere osserviamo esempi di disegni in stile geometrico nei tappeti delle tribù turcomànne, Beluci, Lor, Afshàr, nonché in alcuni tappeti prodotti nei centri di tessitura di città quali Qom, Josheghàn, Ardabil e nelle regioni occidentali dell’Iran. I sottogruppi di questo stile sono rappresentati dal «geometrico di Josheghàn», dal «geometrico a pianta semplice», dal «geometrico a stella», dal «geometrico a scacchiera», dal «geometrico con medaglione e angolari» e dal «geometrico ad intarsio di Shiràz» (Khcitam Shiràz).

A questo punto è opportuno richiamarsi all’espressione «disegni acquisiti», utilizzata da alcuni esperti per certi tappeti lavorati in stile geometrico, e spesso fonte di controversie. Dal punto di vista di chi scrive tale espressione non rappresenta un problema reale, perché, si riferisce ai disegni del distretto del Caucaso (che hanno avuto un’influenza innegabile sulle decorazioni dei tappeti delle zone settentrionali dell’Iran come Ardabil, Meshkin- Shahr, Moqàn, Zanjàn e di molte delle tribù iraniche), e non va dimenticato che il Caucaso, inizialmente e fino ad un passato non molto lontano, faceva parte dell’Iran. Solo dopo le guerre fra Iran e Russia (1804-1813, 1825- 1828) avvenute in epoca Qàjàr, in base agli accordi politici di Turkmanchài e di Golestàn, quelle regioni furono annesse alla Russia zarista.

L’appartenenza di questi disegni al complesso dei principali disegni persiani, perciò, non è provata in modo inconfutabile.

I tappeti lavorati secondo lo schema dello «stilizzato» provengono dai centri di tessitura di Heris, Sàruq, Bijàr, Bakhtiàri; i disegni a decorazione curvilinea provengono per lo più dai laboratori di città e dai centri di tessitura di Qom, Kàshàn, Esfahàn, Teheran, Nà’in, Kermàn e dal Khoràsàn, ecc.

Nella maggior parte dei tappeti persiani sono presenti le figure del medaglione (toranj) e degli angoli (lachak). Generalmente il medaglione è posto al centro del tappeto e può essere rotondo, ovale, romboidale o radiale. Le sue dimensioni variano secondo la diversa provenienza dei tappeti.

Per esempio, nei tappeti grandi e piccoli prodotti a Esfahàn, Kàshàn, Na’in e Abàdeh, il medaglione è di dimensioni ridotte; nei tappeti di Heris, Tabriz e Mash- had è generalmente un po’ più grande.

In altre figurazioni al posto del medaglione unico centrale ve ne sono due o tre piccoli, disposti su una linea verticale e spesso di forma geometrica; altre volte, ed è il caso del famoso tappeto a medaglioni plurimi di Chelsea, sul campo del tappeto ve ne sono numerosi, equidistanti tra loro.

Di solito sopra e sotto al medaglione centrale ne vengono eseguiti due più piccoli, chiamati nel gergo dei disegnatori «pendenti», (sar-toranj). Quando le sagome dei pendenti ricordano le forme del melone, i medaglioni vengono chiamati «gol-kharbose» (ricordiamo, ad esempio, il medaglione del tappeto storico di Ardabil).

Nello spazio esistente fra il medaglione e le sue picche, a volte trova posto un cartiglio iscritto (katibeh), al cui interno possono comparire nomi di persone.

Un quarto del medaglione centrale o di una figura ad esso simile, oppure anche diversa, situato nei quattro cantoni del tappeto, è detto idiomaticamente dai tessitori «angolo», (lachak).

Nel caso di più medaglioni collocati l’uno dentro l’altro, essi vengono detti concentrici, mentre invece, se il medaglione assume nel campo del tappeto una posizione emergente e predominante, sarà chiamato madàkhel: ne sono un esempio i tappeti di Heris.

Ancora, se gli angolari sono piuttosto pronunciati all’interno del tappeto, decorati con cartigli di arabeschi o con linee awiluppantesi, e se arrivano a toccarsi l’un l’altro a fianco dei bordi del tappeto, il disegno viene detto «a catena» (terrei) (ricordiamo alcuni tappeti di Mashhad o di Esfahàn).

Esamineremo ora brevemente i tredici principali tipi di disegno.