Il fissaggio o mordenzatura

La guaina esterna e le squame della lana possono, a causa delle loro proprietà idrorepellenti e impermeabili, influenzare l’assorbimento del colore.

Esistono tuttavia alcune particolari sostanze chimiche e alcune operazioni meccaniche in grado di indebolire e asportare questo strato esterno.

Per fissare il colore si usavano, anticamente, il sale, l’aceto, il cremor di tartaro oppure, a seconda del colore, bicromato di potassio, solfato di rame, solfato d’alluminio o cloruro di nichel.

Oggi, ovviamente, sono in commercio diversi prodotti chimici sintetici. Con l’eliminazione delle squame la velocità di penetrazione del colore all’interno della fibra aumenta.

Conseguentemente, una lana che sia stata sotto l’influenza di soluzioni chimiche o abbia subito l’effetto di procedimenti meccanici, o sia stata per lungo tempo esposta all’aria aperta, avrà acquisito, rispetto ad una lana non trattata, una maggiore capacità di assorbimento ed assumerà un colore più intenso. Quando, invece, si fa bollire una matassa scolorita con un po’ di robbia e senza altre operazioni preliminari, è evidente che il colore acquisito dalla fibra di lana è di tonalità molto pallida; inoltre, dopo il lavaggio, una parte o tutto questo colore slavato andrà perduto e probabilmente la matassa non avrà neppure alcuna resistenza nei confronti dell’acqua o della luce.

Se invece avessimo precedentemente immerso la matassa in una soluzione di sali di metalli facilmente idrolizzabili, come l’allume o il solfato di ferro, e poi avessimo versato nel contenitore il colore, avremmo subito notato che il colorante si fissava maggiormente alle fibre; e probabilmente, anche la resistenza della lana nei confronti di vari agenti esterni, quali l’aria e l’acqua, sarebbe risultata maggiore.

Questo esperimento dimostra che i soli colori, senza l’aiuto di altri agenti, non hanno una particolare inclinazione ad essere assorbiti in modo stabile dalla lana, né da altre fibre.

Questi agenti nel linguaggio della tintura si chiamano mordenti e il trattamento al quale i filati vengono sottoposti, consistente nel bagno in una soluzione acquosa di mordente è detto fissaggio o mordenzatura.

Alcuni dei principali mordenti:

  1. Allume - Disponibile in commercio (in cristalli o in polvere), si dissolve facilmente in acqua calda. Fissa il colore e lo «pulisce». Usato spesso con il cremor di tartaro.

  2. Solfato di ferro - Disponibile in cristalli verdolini, si usa per interrompere i procedimenti di tintura al momento giusto. Opacizza i colori ed è estremamente corrosivo.

  3. Bicromato di potassio - Rende i colori più densi, più profondi. E sensibile alla luce e viene venduto in cristalli arancioni.

  4. Solfato di rame - Si usa, normalmente, a fine tintura. Rende più verdi i colori gialli, più marroni i rossi. Migliora il grado di resistenza del colore alla luce.