Teheran

Per la città di Teheran l’arte della tessitura del tappeto non è una consuetudine molto antica. Si può dire, anzi, che qui essa nacque pressapoco centoventi anni fa, con immagini nuove ed interessanti, realizzate con colori armoniosi e con fantasia.

In verità i motivi decorativi tipici di questa città non sono facilmente classificabili, data la giovane età dell’arti- gianato del tappeto; tuttavia si può aggiungere che ogni esemplare contraddistinto da figure gradevoli e da un nuovo tipo di decorazione non attribuibile ad alcun’altra zona è probabilmente opera di Teheran.

Gli artisti tessitori di Teheran lavorano prevalentemente su sfondi chiari, sfruttando disegni antichi o immagini innovative e originali, e creando moduli con medaglione e angoli, decorazioni naturalistiche con alberi e animali, semplici disegni arborei, motivi geometrici a intarsio - come usa a Shiràz - oppure motivi a tutto campo o reticolato.

E molto frequente nella tessitura il ritratto: un campo in cui gli artisti di Teheran eccellono per precisione e abilità.

A causa della recente immigrazione e dell’insediamento a Teheran di numerosi operai tessitori provenienti dalle provincie, in questa città si possono reperire le più svariate tipologie di disegno e, per lo stesso motivo, Teheran è una delle poche città in cui siano praticate la tessitura con nodo turco e quella con nodo persiano.

Le lane impiegate sono generalmente scelte fra i filati di buona qualità.

Nei tappeti di Teheran il vello è tagliato piuttosto basso, un accorgimento usato dagli artigiani del telaio per dare maggior risalto ai particolari della decorazione.

Il ruolo preminente ed emblematico detenuto dalla città di Teheran nell’ambito dell’arte e dell’artigianato del tappeto persiano, è dovuto ad una serie di concause tra le quali possiamo annoverare: 

  1. la presenza in questa città della sede principale della Società Azionaria del Tappeto Persiano (Sherkate Sahàmie Farshe Iran);

  2. l’immagine che tale Società detiene in quanto garante della qualità del tappeto;

  3. l’esistenza sia a Teheran che nei dintorni, di fabbriche e di centri per il lavaggio, la filatura e la tintura di lane pregiate o standardizzate;

  4. il Museo dei tappeti e il grande Bazar della città, punto focale per il commercio del tappeto e delle materie prime necessarie alla sua esecuzione.

La tessitura del tappeto è abbastanza comune anche in altre città e campagne della provincia di Teheran. In particolare, dai laboratori di Varàmin, Qazvin e Garma- sàr escono alcuni tappeti davvero pregiati.

Qazvin, che continua una tradizione tessile molto antica, produce, e produceva in passato, tappeti eleganti, di grandi dimensioni e con sfondi floreali.

Nella cittadina di Varàmin, immigrò, anticamente, un certo numero di tribù originarie del Luristàn che introdussero in questa zona i disegni e le tecniche di tessitura proprie della loro terra natia.

Il disegno più ricorrente a Varàmin è il bel motivo del reticolato mina khàni, originario del Kurdistàn.


Qom

Sebbene in questa città la consuetudine di tessere tappeti abbia solo una cinquantina d’anni, tuttavia il nuovo arrivato tappeto di Qom è riuscito a farsi onore e a raggiungere la notorietà in virtù di disegni originali, di una tessitura raffinata e di colori armoniosi e delicati. Questa notorietà, unita al favore immediatamente accordato dagli acquirenti, fa sì che oggi anche alcuni tappeti eseguiti nei laboratori di Sàveh e di Shahreza si trovino in commercio con la denominazione di Qom.

L’arte del tappeto nella sua dimensione commerciale prese il via in questa città dopo la seconda guerra mondiale: da allora la qualità della tessitura e delle materie prime utilizzate ha sempre seguito la via dello sviluppo e del perfezionamento. Purtroppo però, negli ultimi quindici anni il volume crescente della domanda e il contemporaneo aumento dell’offerta hanno influito negativamente sulla qualità che è andata progressivamente diminuendo.

Oggi, come in passato, Qom è uno dei centri più importanti per la produzione di tappeti di seta, essendo tutta la seta e la lanugine (kork) utilizzate qui originarie dell’Iran.

La produzione artigianale di Qom offre tappeti le cui dimensioni possono variare da zar-o-nim e do-zar’i fino a quattro, sei, sette, dodici metri quadrati.

Una grande varietà è presente anche nella gamma, davvero molto vasta, dei colori e dei disegni utilizzati.

I tintori di Qom usano per lo più colori naturali o composti con fissativi chimici, nelle gradazioni del verde pistacchio, del turchese, del senape, del giallo oro, del rosso cupo, dell’azzurro scuro, del beige.

I disegni che compaiono con maggior frequenza nei tappeti di Qom sono il mosaico bakhtiàri, un motivo suddiviso in caselle, il botté, il disegno con alberi, la scena di caccia, il motivo geometrico di Josheghàn, il disegno di Shah-Abbàsi con medaglione e angolari oppure ripetuto su tutto il campo, la decorazione a strisce, il medaglione su pianta semplice, il mehrabi.

Nella decorazione col botté, che è tra le predilette dei tessitori di Qom, le figure sono monodirezionali, così come nei tappeti di Khoràsàn e contrariamente a quanto avviene, invece, nei tappeti dei distretti di Saràband e di Màl-Mir: qui, cioè, le punte ripiegate a uncino di questi simboli disposti su file parallele, sono tutte rivolte da uno stesso lato, mentre, nella tradizione di Saràband le righe trasversali su cui si allineano i botté hanno direzione alterna.

Alcuni tappeti di Qom riproducono il disegno geometrico di Joshegàn, somigliante anche ai più antichi motivi geometrici di Kàshàn.

Altri ancora presentano una decorazione di alberi collocati nella nicchia del mehràb o sullo sfondo semplice del tappeto. Questo disegno è imitato anche a Esfahàn e a Kàshàn.

E inoltre tipica dei tessitori di Qom la lavorazione di un tappeto a pianta semplice con un grande medaglione centrale a sei punte, ricolmo di fiori e foglie di tipo herati; si tratta di uno schema peraltro conosciuto e copiato anche a Birjand.

Tuttavia i tappeti di Qom si differenziano da quelli originari di Birjand per l’uso quasi esclusivo di filati di seta, una consuetudine molto rara per Birjand.


Kàshàn

Nella città di Kàshàn la storia della lavorazione di stoffe di velluto, di broccati in oro e di tappeti pregiati risale all’epoca safavide. Le stoffe d’oro e i tappeti preziosissimi

ed eleganti eseguiti in quel periodo a Kàshàn rappresentano, ognuno nel suo stile, un vero capolavoro dell’arte, della tintura e della tessitura.

A quel tempo, infatti, la tessitura di Kàshàn raggiunse un livello di perfezione assoluta, testimoniata oggi dagli esempi eloquenti tramandatici dagli artisti safavidi, un certo numero dei quali arricchisce le sale dei più grandi musei del mondo.

Trascorsa quest’epoca, lo splendore e lo sviluppo dell’arte del tappeto e della tradizione tessile diminuirono di importanza e persero la loro magnificenza, in questa città come in altre regioni dell’Iran.

I tappeti prodotti a Kàshàn sono immancabilmente di gran valore e di notevole eleganza e sono oggetto di grande richiesta tra gli appassionati.

Fra tutti gli esemplari famosi e pregiati che provano la bravura dei tintori e dei tessitori, e il gusto dei disegnatori di Kàshàn, ricordiamo il famoso tappeto scena di caccia conservato nel museo di Vienna e i tappeti polacchi, broccati in oro: veri e propri capolavori di disegno, colore e tecnica di annodatura, riconosciuti a livello mondiale.

In un passato non molto lontano, gran parte dei tappeti di Kàshàn era lavorata con lane merinos, ma in seguito, il costo divenuto troppo alto di questa qualità di lana ne impedì un impiego diffuso.

Oggi, la fornitura delle lane usate nei laboratori di questa città e dei suoi dintorni è garantita dalle regioni del Khoràsàn, di Teheràn e di Kermànshàhàn.

Anticamente a Kàshàn venivano annodati anche tappeti di seta di varie misure e tappeti di kork (lanugine).

Il manufatto tradizionale di Kàshàn ha generalmente due fili di trama e nodo senneh.

I colori dei suoi filati sono abbastanza resistenti e hanno principalmente le tonalità del rosso lacca, del blu, dell’azzurro turchese, del beige pallido tendente al bianco zucchero, del verde pistacchio e del marrone.

Nei tappeti di Kàshàn sono quasi sempre rispettate le seguenti dimensioni: do-zar’i, e dai dieci metri quadrati in su; raramente anche sei metri quadrati e zar-o-nim, mentre i tappeti parde’i non sembrano molto amati dai tessitori locali.

Quanto ai disegni, gli artisti di Kàshàn privilegiano il motivo floreale curvilineo, compreso lo Shdh-’Abbdsi con angolari e medaglione, lo Shah-’Abbàsi a tutto campo, il motivo del vaso di fiori anch’esso a tutto campo, il medaglione con lanterna, il disegno dell’albero sullo sfondo del mehrab, il motivo geometrico di Josheghàn, il paesaggio naturale e il ritratto.

Il motivo del medaglione con angolari, tipico di Kàshàn è imitato anche nei laboratori iraniani di Kàshmar, di Yazd, di Ardistàn, e perfino in Egitto. Si tratta di un medaglione dalla forma elegantemente allungata, di colore azzurro-blu. La stessa tonalità del medaglione è ripresa dai bordi e dagli angoli che risaltano su uno sfondo rosso lacca (o blu se il medaglione è rosso).